venerdì 1 gennaio 2016
Auguri - Buon 2016 a tutte/i
martedì 30 giugno 2015
Avvelena cani e gatti randagi
Cerca di avvelenare cani e gatti randagi di tutto il quartiere: denunciato 60enne
CASTELLAMMARE DI STABIA: Cani e gatti rovinavano il suo orto, un anziano cerca di avvelenare tutti i randagi del quartiere. È accaduto questa mattina nella periferia di Castellammare: gli agenti della polizia municipale stabiese, guidati dal capitano Enza Di Bella, hanno denunciato a piede libero un 60enne accusato di tentato maltrattamento di animali.
Stando alle prime ricostruzioni l’uomo avrebbe disseminato l’intera strada di bocconi avvelenati. Successivamente un residente che si trovava a passeggio con il proprio cane ha notato che l’animale stava masticando qualcosa di strano ed ha notato una polvere bianca. L’uomo ha segnalato il fatto alle forze dell’ordine per poi recarsi da un veterinario. Il cane, dopo un primo stordimento, ha mostrato segni di ripresa. Sul posto sono quindi giunti i poliziotti che di lì a poco hanno rintracciato il colpevole.
Il 60enne si è giustificato affermando che cani e gatti randagi rovinavano il suo orto. Dai successivi accertamenti, effettuati in collaborazione con personale dell’Asl Na3 Sud, è risultato che i bocconi erano composti da avanzi di carne e da un potente topicida. In queste ore sono in corso ulteriori accertamenti: i bocconi, sequestrati, si trovano presso l’Istituto Zooprofilattico di Portici per analisi più approfondite.
Stando alle prime ricostruzioni l’uomo avrebbe disseminato l’intera strada di bocconi avvelenati. Successivamente un residente che si trovava a passeggio con il proprio cane ha notato che l’animale stava masticando qualcosa di strano ed ha notato una polvere bianca. L’uomo ha segnalato il fatto alle forze dell’ordine per poi recarsi da un veterinario. Il cane, dopo un primo stordimento, ha mostrato segni di ripresa. Sul posto sono quindi giunti i poliziotti che di lì a poco hanno rintracciato il colpevole.
Il 60enne si è giustificato affermando che cani e gatti randagi rovinavano il suo orto. Dai successivi accertamenti, effettuati in collaborazione con personale dell’Asl Na3 Sud, è risultato che i bocconi erano composti da avanzi di carne e da un potente topicida. In queste ore sono in corso ulteriori accertamenti: i bocconi, sequestrati, si trovano presso l’Istituto Zooprofilattico di Portici per analisi più approfondite.
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lunedì 29 giugno 2015
Passeggia al porto e prende a calci un randagio fino a buttarlo in mare
Passeggia al porto e prende a calci un randagio fino a buttarlo in mare
Mazara del Vallo. Il cane è stato recuperato all'ultimo minuto dai passanti, Enrico Rizzi, capo della segreteria nazionale del Pae lancia un appello: "Chi lo conosce ci aiuti a identificarlo"
Mazara del Vallo, 29 giugno 2015 - Una crudeltà assurda, indegna, neanche immaginabile in un essere che si dovrebbe definire "uomo". Il criminale di cui si parla passeggiava lungo la banchina del porto e senza alcun motivo si è avvicinato ad un cane randagio, gli ha sferrato un calcio e lo ha fatto finire in mare. L'animale è stato salvato in extremis da alcuni passanti che si sono precipitati a recuperarlo.
L'agghiacciante video, pubblicato su Facebook da un mazarese, sta facendo il giro del web. Il capo della segreteria nazionale del Partito Animalista Europeo, Enrico Rizzi, lancia un appello ai cittadini di Mazara del Vallo: " Aiutateci ad identificare questo criminale. Non lasciate che questo pazzo squilibrato possa compiere nuovamente atti così indegni. Dobbiamo denunciare questo squallido personaggio ed assicurarlo alla giustizia.
Chi può fornire elementi utili ci contatti comunque quanto prima al seguente numero verde: 800.912.215 ".
Per contatti con la nostra redazione: animali@quotidiano.net
martedì 23 giugno 2015
Gattini abbandonati ovunque
È emergenza a Belluno
Gattini abbandonati ovunque
BELLUNO - Emergenza abbandoni in provincia. Le segnalazioni si susseguono a decine e i ritrovamenti di cuccioli sono all'ordine del giorno in quella che si annuncia una stagione da bollino nero per i gatti bellunesi. «Numeri così alti non se n'erano mai visti, è un disastro quest'anno - commenta Sabrina Cangini, vicepresidente del Movimento antispecista bellunese Siamo tutti animali -. In due giorni ne ho trovati sei, a questi casi si aggiungono le tante segnalazioni dei cittadini».
Difficile tratteggiare una mappa, gli abbandoni di cuccioli di poche settimane e anche di pochi giorni sono sparsi su tutto il territorio, dai paesini alla città fino alle zone industriali. Ieri due sono stati trovati all'interno di una scatola di cartone nella zona industriale che si apre dietro via Tiziano Vecellio, sabato tre hanno attirato l'attenzione dell'attivista a passeggio nella campagna di Trichiana, piangevano a terra all'interno di un sacco della spazzatura, avevano ancora il cordone ombelicale attaccato. Impossibile salvarli, nonostante le cure immediate sono tutti morti. «Vogliamo chiedere ai sindaci di organizzare serate informative per la popolazione - prosegue Cangini -, magari con la collaborazione dei servizi veterinari, per spiegare l'importanza della sterilizzazione».
Difficile tratteggiare una mappa, gli abbandoni di cuccioli di poche settimane e anche di pochi giorni sono sparsi su tutto il territorio, dai paesini alla città fino alle zone industriali. Ieri due sono stati trovati all'interno di una scatola di cartone nella zona industriale che si apre dietro via Tiziano Vecellio, sabato tre hanno attirato l'attenzione dell'attivista a passeggio nella campagna di Trichiana, piangevano a terra all'interno di un sacco della spazzatura, avevano ancora il cordone ombelicale attaccato. Impossibile salvarli, nonostante le cure immediate sono tutti morti. «Vogliamo chiedere ai sindaci di organizzare serate informative per la popolazione - prosegue Cangini -, magari con la collaborazione dei servizi veterinari, per spiegare l'importanza della sterilizzazione».
Etichette:
Adozioni,
Stop all'abbandono degli animali
Ubicazione:
32100 Belluno BL, Italia
domenica 21 giugno 2015
Vivere con un animale domestico fa risparmiare 4 mld di spesa sanitaria!
E’ noto: vivere con un animale domestico è un’esperienza appagante, ha effetti positivi sull’umore, facilita la socializzazione ed è di aiuto per la salute.
Non era invece noto che attraverso la diffusione degli animali domestici nelle nostre case fosse possibile risparmiare quattro miliardi di euro di spese sanitarie. Il dato del Centro Studi SIC, Sanità in Cifre, è stato presentato in occasione del Coordinamento Interregionale degli aderenti e dei partecipanti di FederAnziani Senior Italia per il Sud, svoltosi nei giorni scorsi a Matera.
Un risparmio davvero notevole, calcolato alla luce della riduzione dei costi legati alla gestione di alcune delle principali patologie croniche quali diabete, patologie cardiovascolari e depressione, reso possibile grazie alla diffusione degli animali domestici, ha spiegato il Presidente di FederAnziani Senior Italia, Roberto Messina.
E sarebbe possibile risparmiare ancora di più attraverso l’adozione di un cane o di un gatto abbandonato, aggiungiamo noi.
Infatti, anche se un censimento ufficiale non esiste, è possibile stimare intorno ai 200 mila cani detenuti nei rifugi. Ciò, tradotto in termini di spesa pubblica, significa 200 milioni di euro all’anno, senza contare varie spese aggiuntive, che escono dalle casse dei Comuni - e quindi dei cittadini - per il solo mantenimento di questi animali sfortunati. La tariffa media per ogni cane in canile corrisponde infatti a circa 1.000 euro l’anno. Tale cifra, moltiplicata per la media di 7 anni di permanenza in canile, raggiunge pertanto i 7 mila euro per ciascun cane, dal suo ingresso nella struttura fino alla morte.
Risulta quindi evidente quanto la scelta di adottare di un animale abbandonato sia fondamentale per l’animale stesso, per la nostra salute ed equilibrio e per il risparmio della finanza pubblica, sia in termini di prevenzione per la salute dei cittadini, sia di lotta al randagismo.
Responsabile LAV Cani e Gatti
http://www.lav.it/
martedì 16 giugno 2015
"Gli orsi del Trentino devono essere gestiti dallo Stato"
La Lav scrive al presidente della Repubblica ricordando l'articolo 117 della Costituzione e gli indispensabili interventi che la Provincia di Trento non ha fatto
Roma, 16 giugno 2015 - Dopo quanto avvenuto lo scorso anno con l’uccisione di Daniza, e ora con l’ultima Ordinanza nei riguardi di un orso in Trentino che rischia di fare la stessa fine, la LAV ha chiesto, con una lettera aperta al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che la gestione dei plantigradi del Trentino – tornati in quella provincia non per loro volontà ma per un progetto europeo di reintroduzione finanziato da Bruxelles – sia riportata nell’alveo delle competenze statali, in ottemperanza all’articolo 117 della Costituzione, che prevede la legislazione esclusiva dello Stato in materia di tutela dell'ambiente e dell'ecosistema.
Spiega la Leva antivivisezione che è necessario che lo Stato predisponga con estrema urgenza due azioni che fino ad oggi la Provincia di Trento non è stata in grado nemmeno di proporre:
· una seria, diffusa, puntuale e continua campagna informativa sulle linee guida per la serena convivenza tra gli orsi e gli umani;
· la profonda revisione del PACOBACE, il Protocollo che dispone le azioni verso gli orsi considerati problematici, al fine di garantire la massima tutela degli orsi, così come disposto dalle Direttive Comunitarie e dalle norme nazionali.
Solo operando urgentemente nel senso proposto sarà possibile garantire la sicurezza dei cittadini e quindi il pieno successo del progetto di reinserimento dell’orso. Il resto da parte della Provincia è solo demagogia, conclude la Lav.
· una seria, diffusa, puntuale e continua campagna informativa sulle linee guida per la serena convivenza tra gli orsi e gli umani;
· la profonda revisione del PACOBACE, il Protocollo che dispone le azioni verso gli orsi considerati problematici, al fine di garantire la massima tutela degli orsi, così come disposto dalle Direttive Comunitarie e dalle norme nazionali.
Solo operando urgentemente nel senso proposto sarà possibile garantire la sicurezza dei cittadini e quindi il pieno successo del progetto di reinserimento dell’orso. Il resto da parte della Provincia è solo demagogia, conclude la Lav.
Per contatti con la nostra redazione: animali@quotidiano.net
giovedì 28 maggio 2015
Gatti a Disneyland
A Disneyland i gatti occupano la casa di Topolino
Il fenomeno dei mici, non ha lasciato naturalmente indifferente il popolo di internet. Lo scrittore freelance Taylor Roberts, ha infatti dato vita al profilo Twitter “Cats of Disneyland” in cui ogni tweet prova ad esprimere il pensiero dei mici del parco giochi. Post tipo “se ti ostini ad indossare le infradito a Disneyland, allora stai davvero solo chiedendo di essere graffiato da un gatto”, che mano a mano hanno conquistato e fidelizzato oltre 44 mila persone che seguono la pagina.
Se fossi un gatto randagio americano che gironzola spesso presso il famoso parco Disneyland, dove mi verrebbe in mente di alloggiare? Bhe, ovvio! Sicuramente nella casa del suo ispiratore Mickey Mouse (o Topolino). Questa non è l’ennesima storia disneyana, non si tratta di un film di animazione della Walt Disney: questa è la realtà. Il parco americano infatti, negli ultimi anni è stato letteralmente invaso dai gatti, che a dire il vero non danno fastidio a nessuno, anzi. Tra Disneyland e i mici si è creato quasi una sorta di tacito accordo: i felini vengono lasciati in pace e loro ricambiano il favore sgomberando il parco dai roditori e dai topi. Ma questa vicenda è solo un’appendice di ciò che si perpetua negli anni.
Tanto tempo fa, Walt Disney in persona, scoprì decine di gatti nel castello della Bella addormentata e si rifiutò di lasciare che fossero uccisi. Il portavoce del parco a tema, non intende però lasciarsi sfuggire la situazione di mano e non vuole che Disneyland sia identificato con un rifugio per animali randagi. Per questo motivo, qualche tempo fa una signora che era stata sorpresa a dare da mangiar a uno dei gatti, è stata allontanata senza mezze misure dal parco.
Il fenomeno dei mici, non ha lasciato naturalmente indifferente il popolo di internet. Lo scrittore freelance Taylor Roberts, ha infatti dato vita al profilo Twitter “Cats of Disneyland” in cui ogni tweet prova ad esprimere il pensiero dei mici del parco giochi. Post tipo “se ti ostini ad indossare le infradito a Disneyland, allora stai davvero solo chiedendo di essere graffiato da un gatto”, che mano a mano hanno conquistato e fidelizzato oltre 44 mila persone che seguono la pagina.
sabato 23 maggio 2015
Spese veterinarie detraibili
Spese veterinarie detraibili, come e per quali importi
Ancora non molti sanno che le spese veterinarie sono detraibili. Certo, non completamente, c’è una franchigia minima e un tetto massimo, ma qualcosina è recuperabile. Qui andremo a parlare di franchigia minima, tetto massimo e come fare per detrarre le spese veterinarie.
Spese veterinarie detraibili - Non è cambiato praticamente nulla per quanto riguarda le spese veterinarie detraibili, tranne il fatto che l'Iva è passata dal 21 al 22%, ma che la detraibilità consente sempre e solo di recuperare il 19%. Con l’aumento dell’Iva dal 21% al 22%, lo Stato dichiara senza ombra di dubbio che gli animali sono beni di lusso: nonostante le richieste e i solleciti continui dell’Anmvi e dei veterinari affinché venga abolita l’Iva sulle prestazioni veterinarie, esattamente come succede in medicina umana o almeno abbassata al 10%, gli animali e le prestazioni mediche a cui sono soggette continuano ad essere gravate di un onere fiscale eccessivo.
Questo onere fiscale pesa sia sul proprietario che sul veterinario. Prendiamo il caso del proprietario: paga 40 euro un vaccino, ma non è che quei 40 euro vanno in tasca al veterinario. Il 2% va all’Enpav (l’equivalente dell’Inps per i veterinari) e ben il 22% va allo Stato sotto forma di Iva. Quindi quando vi lamentate dei costi del veterinario, sappiate che il 22%, in pratica più di un quinto di quello che sborsate, sono tasse. Ma l’Iva così alta penalizza anche il veterinario che si ritrova spesso a dover fare i conti con l’impossibilità dei proprietari di sostenere i costi di esami ed interventi e quindi nell’oggettiva impossibilità di emettere diagnosi e quindi terapie adeguate.
Quali sono le spese veterinarie detraibili?
Per quanto riguarda la tipologia di spese detraibili, fra di esse ricordiamo:
- fatture emesse dal veterinario: tutte le fatture emesse dal veterinario possono essere scaricate, non c’è bisogno di mettere la marca da bollo in quanto le prestazioni sono già soggette ad Iva. Quindi tutte le fatture fatte per vaccini, interventi chirurgici, esami, ricette in triplice copia possono essere tranquillamente scaricate
- scontrini dei farmaci: tutti gli scontrini rilasciati dalla farmacia ed inerenti farmaci ad uso veterinario possono essere scaricati. Ma solo ed esclusivamente i farmaci ad uso veterinario: i comuni farmaci ad uso umano che vengono talvolta prescritti dal veterinario perché assenti in medicina veterinaria, non possono essere detratti. Nei farmaci ad uso veterinario vanno anche inseriti gli antiparassitari esterni come Frontline, Advantix, Scalibor e via dicendo
- alimenti dietetici: qui c’è un po’ di diatriba. Fino a qualche tempo fa gli alimenti dietetici che corrispondono effettivamente alla terapia dell’animale (vedi per esempio il K/D della Hill’s per chi soffre di insufficienza renale o il C/D per chi soffre di disturbi alle vie urinarie), essendo di fatto la terapia per quella particolare patologia, potevano essere scaricati, previa presentazione al commercialista di scontrini e ricetta veterinaria che prescriveva quel cibo. Adesso pare che i cibi non vengano più inseriti nella detrazione, ma vi consiglio di chiedere lumi al vostro commercialista perché so che qualcuno riesce ancora a detrarre le spese degli alimenti dietetici
Vengono esclusi dunque dalle spese veterinarie detraibili i farmaci ad uso umano e tutti gli integratori alimentari, anche se di uso veterinario. Non chiedetemi il perché di questa distinzione.
Franchigia minima e importo massimo
Ma quanto si scarica? Ovviamente non potrete scaricare del tutto le spese veterinarie, anche se l’Anmvi si sta battendo anche sul fronte di innalzare l’importo scaricabile. Fondamentalmente delle spese veterinarie potete scaricare il 19% (lo so, l’Iva è più alta, ma non siamo certo stati noi veterinari a fare questa legge, ci è stata imposta) a partire dalla franchigia minima di 129,11 e arrivando fino al tetto massimo di 387,34, questi importi sono rimasti immutati.
Ciò significa che la detrazione spettante viene calcolata sulla parte che eccede l'importo di euro 129,11. Fino ai 129,11 euro non scarichi nulla: scarichi poi la differenza fra 387,34 euro e 129,11 euro, quindi in sostanza l’onere su cui calcolare la detrazione è 258,23 euro (387,34 – 129,11). Tutto quello che eccede il tetto massimo, non viene considerato.
Come fare per detrarre le spese veterinarie
Per detrarre le spese veterinarie, dovrete conservare tutte le fatture emesse dal veterinario, gli scontrini emessi dalla farmacia o dai negozi di animali relativi ai farmaci ad uso veterinario, gli scontrini relativi agli alimenti dietetici usati là dove possibile scaricarli. Consiglio anche di tenere copia delle ricette veterinarie: ad alcuni commercialisti bastano gli scontrini, altri vogliono anche le ricette relative. Qualcuno poi consiglia di pagare tramite bonifico per permettere una più facile tracciabilità al fisco, ma obiettivamente pagare con bonifico un vaccino normale diventa alquanto complicato.
Se avete perso la copia della fattura veterinaria, potrete richiederla al vostro veterinario. La richiesta al medico veterinario da parte del cliente di una copia della parcella emessa deve risultare per iscritto ed il cliente deve anche precisare esplicitamente i motivi della richiesta. Questa parcella emessa tempo prima deve essere oggetto di fotocopia e sulla stessa si deve poi apporre la dicitura
"Copia conforme all’originale rilasciata a richiesta del cliente"
; sulla stessa copia della parcella il veterinario dovrà apporre la data e la firma e una copia di questa dovrà essere tenuta negli archivi. Ricordatevi poi che le spese veterinarie sono separate da quelle umane e non sono cumulabili fra loro.
Si possono scaricare le spese veterinarie sia sul 730 che sul Modello Unico, ma devo fare una precisazione: le spese veterinarie sono separate da quelle umane, non sono cumulabili.
martedì 19 maggio 2015
Cani: a Roma è caccia al killer
Cani: a Roma è caccia al killer che semina polpette avvelenate nei parchi
“A Roma è partita la caccia al serial killer dei cani. I volantini che mettono in guardia dal pericolo delle polpette avvelenate sono affissi ovunque, sui pali della luce, sui cassonetti dei rifiuti,
all’ingresso dei giardini. Si consiglia di mettere la museruola ai propri cani per evitare il pericolo“.
Con queste parole, scritte sulla sua pagina Facebook, Marcovalerio Cervellini, il responsabile relazioni esterne della Polizia Postale, avvisa gli utenti e i proprietari di cani della Capitale che la notizia che circola da qualche giorno non è una cosiddetta “bufala”: purtroppo diversi cani sono morti da inizio maggio nel quartiere Monteverde, più esattamente a Villa Pamphili e Villa Sciarra, per aver ingerito polpette alla stricnina.
Come la povera Bo, una Golden Retriever che lo scorso 8 maggio, a quanto si legge sulla pagina Facebook Sei di Monteverde se…, si è spenta dopo agonie e pianti proprio per aver inghiottito quello che credeva essere un goloso bocconcino. Inutile dirlo, tra i residenti è dilagato il panico e non solo, poiché entrambe le Ville sono molto frequentate, soprattutto durante i fine settimana, anche da romani che non vivono strettamente in zona. Ora c’è chi il cane ha paura anche solo a farlo uscire di casa. Anche perché i casi, seppur non tutti ancora accertati, dovrebbero essere più di 5 in nemmeno 7 giorni. Altre segnalazioni di avvelenamento, inoltre, sono arrivate anche da San Giovanni, in zona Piazza Re di Roma e Appio Latino. E la gente inizia ad avere veramente paura.
Nella speranza che presto venga trovato il responsabile (o i responsabili) e ribadendo l’importanza di uscire con la museruola, un altro consiglio utile arriva dal dottor Oscar Grazioli, veterinario e giornalista, che raccomanda ai proprietari di cani di avere sempre a portata di mano un flacone di acqua ossigenata e un cucchiaino di plastica. Se dovesse capitare di vedere il peloso guaire all’improvviso, barcollare e sbavare (o proprio di vederlo ingerire il boccone incriminato) somministrategli immediatamente uno o due cucchiaini di acqua ossigenata (in base alla taglia). Il cane vomiterà e sarà salvo, ma sarà comunque necessaria una corsa dal vostro veterinario di fiducia.
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sabato 16 maggio 2015
Vittime ed eroi sconosciuti: gli animali
Prima Guerra Mondiale. Vittime ed eroi sconosciuti: gli animali
Milioni di morti, migliaia di operazioni portate a termine: un docufilm di Folco Quilici rende giustizia alle creature che operarono nelle trincee insieme con i nostri militari
Roma, 16 maggio 2015 - E' uscito ieri nelle sale “Animali nella Grande Guerra”, il docufilm diretto da Folco Quilici, che descrive in modo approfondito il ruolo dei milioni di animali impiegati tragicamente nel conflitto bellico della Prima Guerra Mondiale. I libri di storia dimenticano quasi totalmente gli animali e il loro ruolo nelle vicende umane, ma essi sono fondamentali e, nella maggior parte dei casi, inconsapevoli vittime sacrificali delle scelte umane. Nella Grande Guerra furono undici milioni i cavalli, 100 mila i cani, muli, asini, buoi, maiali, 200 mila i piccioni e colombi viaggiatori, che vissero di stenti tra fango e bombe, condividendo il fronte insieme ai 60 milioni di soldati di tutta Europa. I muli, fondamentali sulle montagne, insieme a buoi e cani vennero utilizzati per il trasporto di parti di cannone, munizioni, provviste ed acqua. I piccioni viaggiatori vennero utilizzati per l’invio di messaggi alle truppe e insieme ai cani vennero purtroppo sacrificati nel rilevamento della presenza di gas tossici.
I cani furono inoltre utilizzati per il ritrovamento dei feriti e, vicino ai soldati, divennero spesso il loro unico legame di affezione durante il conflitto bellico, dentro e fuori la trincea. Ma gli animali vennero utilizzati anche come cibo, in macelli provvisori allestiti vicino agli accampamenti. Se su quei campi di battaglia oggi crescono fiori, dobbiamo ricordarci che vi riposano, insieme ai soldati, anche gli animali che hanno inconsapevolmente e con coraggio dato la vita, senza alcuna colpa e senza poter scegliere.
La Gran Bretagna ha ricordato a Londra tutti gli animali caduti in battaglia con un memoriale (Animals in War Memorial Fund), dedicato simbolicamente al Soldato n. 2709, un piccione viaggiatore morto in servizio. "Animali nella Grande Guerra" è un documentario che finalmente riconosce il ruolo determinante degli animali “italiani” nel conflitto bellico. Un documentario per ricordare ed essere grati agli animali, che dopo il passaggio nelle sale cinematografiche sarà trasmesso su RAI 1 il 24 maggio, in occasione dell’anniversario dell'entrata in guerra dell'Italia, nel 1915.
Per contatti con la nostra redazione: animali@quotidiano.net
mercoledì 6 maggio 2015
Indonesia, salvati rari pappagalli
Indonesia, salvati rari pappagalli vivi chiusi nelle bottiglie di plastica
Il carico intercettato dagli agenti della dogana: i 24 uccelli destinati al mercato internazionale
Roma, 6 maggio 2015 - Non c'è limite alla cattiveria umana, così come non c'è limite all'avidità. I trafficanti di vite specializzati in animali rari ed esotici, hanno escogitato un sistema per evitare di essere bloccati alla dogana- Hanno nascosto 24 pappagalli cacatua, specie a rischio estinzione, in altrettante bottiglie di plastica.
Gli animali, vivi, erano costretti dentro i piccoli involucri senza alcuna possibilità di muoversi e con la sola possibilità di respirare dal foro del collo della bottiglia. Una scena orripilante quella che si sono trovati dinanzi gli agenti doganali del porto di Tanjung Perak a Surabaya, in Indonesia.
Il carico, fortunatamente, è stato intercettato e i pappagalli sono stati liberati. Erano 24 in tutto pronti ad essere venduti sul mercato internazionale. Secondo i veterinari il trasporto illegale così concepito ne avrebbe portato alla morte almeno il 40% prima dell'arrivo a destinazione.
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mercoledì 29 aprile 2015
Segno Zodiacale Pet degli animali
Di che segno è il tuo pet?
L'oroscopo applicato agli animali arriva anche in Italia. L'astrologa Federica Farini ci spiega come utilizzarlo per capire meglio i nostri amici a quattro zampe
Il tuo gattino è sensibile e riservato? Probabilmente è nato sotto il segno del Cancro. Un cane che ama correre libero al parco e, intanto, socializzare con tutti gli sconosciuti, può essere un Acquario. In Inghilterra l’astrologia applicata ai pet è piuttosto diffusa, e viene usata, oltre al tradizionale counseling, come strumento di comprensione tra animale e proprietario.
In Italia ci ha pensato Federica Farini, astrologa, scrittrice e speaker, a far conoscere questo tipo di «lettura»: nel suo libro «AstroBau, AstroMiao», basandosi sull’astrologia psicologica di Liz Greene (che deriva dal pensiero di Jung), interpreta in modo «educativo» l'astrologia. «Che non è mai – spiega - una previsione, ma solo una interpretazione del carattere e delle attitudini energetiche. Più l’animale interagisce con l'essere umano, più diventa interessante vedere come il suo tipo di personalità rispecchia il quadro natale».
Chi ha un pet, sa che ognuno ha un carattere assolutamente differente dagli altri: «L’intento di questo libro – dice Federica Farini - non è quello di umanizzare o ridicolizzare gli animali, ma solo di fare capire che anche l'astrologia può aiutarci a scoprire la loro indole». I proventi del libro vanno al Fondo Amici di Paco, da anni impegnato nella lotta contro il randagismo e nelle iniziative di sensibilizzazione a sostegno dei canili e dei gattili italiani.
In Italia ci ha pensato Federica Farini, astrologa, scrittrice e speaker, a far conoscere questo tipo di «lettura»: nel suo libro «AstroBau, AstroMiao», basandosi sull’astrologia psicologica di Liz Greene (che deriva dal pensiero di Jung), interpreta in modo «educativo» l'astrologia. «Che non è mai – spiega - una previsione, ma solo una interpretazione del carattere e delle attitudini energetiche. Più l’animale interagisce con l'essere umano, più diventa interessante vedere come il suo tipo di personalità rispecchia il quadro natale».
Chi ha un pet, sa che ognuno ha un carattere assolutamente differente dagli altri: «L’intento di questo libro – dice Federica Farini - non è quello di umanizzare o ridicolizzare gli animali, ma solo di fare capire che anche l'astrologia può aiutarci a scoprire la loro indole». I proventi del libro vanno al Fondo Amici di Paco, da anni impegnato nella lotta contro il randagismo e nelle iniziative di sensibilizzazione a sostegno dei canili e dei gattili italiani.
AFFINITÀ TRA I SEGNI ZODIACALI ANIMALI E UMANI. Le persone e gli animali dei segni Fuoco (Ariete, Leone e Sagittario) e Aria (Gemelli, Bilancia e Acquario) tendono ad andare più d'accordo, perché, come in natura l'aria alimenta il fuoco, così anche nella relazione reciproca questi segni si nutrono l'uno dell'altro dell'entusiasmo, della vivacità, del movimento. Allo stesso modo, persone e animali dei segni d'Acqua (Cancro, Scorpione e Pesci) e Terra (Toro, Vergine e Capricorno) sono più affini tra loro: più calmi a livello energetico, così come l'acqua nutre la terra, tendono a vivere la relazione in maniera meno «irruente».
CLICCA E SCOPRI IL PET OROSCOPO:
http://www.vanityfair.it/lifestyle/animali/15/04/28/oroscopo-animali-cani-gatti-federica-farini#
«Ma non esistono segni che non vanno d'accordo tra loro – spiega l’astrologa - così come non esistono coppie uomo e animale che non siano affini: esistono solo, a livello energetico, caratteristiche diverse, che è bello scoprire insieme al proprio pet. Spesso i nostri animali domestici tendono ad assorbire e riflettere anche le nostre energie: ecco perché l'astrologia “umanimale” è uno studio, una ricerca e non una previsione».
«Ma non esistono segni che non vanno d'accordo tra loro – spiega l’astrologa - così come non esistono coppie uomo e animale che non siano affini: esistono solo, a livello energetico, caratteristiche diverse, che è bello scoprire insieme al proprio pet. Spesso i nostri animali domestici tendono ad assorbire e riflettere anche le nostre energie: ecco perché l'astrologia “umanimale” è uno studio, una ricerca e non una previsione».
martedì 28 aprile 2015
Coccola gli animali malati
Coccola gli animali malati: è una star il micio "infermiere" polacco
Il gatto nero, salvato da una gravissima infezione polmonare, è rimasto a vivere nella struttura veterinaria e si dedica ai pazienti ricoverati con massaggi e leccatine
Roma, 28 aprile 2015 - Ha ricevuto cure e attenzioni quando era malato e gli è stata salvata la vita. Ora lui ricambia prestandosi come infermiere degli animali in difficoltà. E' la storia di Radamenes, gattino nero nato in Polonia e subito divenuto conscio delle difficoltà della vita. Piccolissimo era stato ricoverato in un ospedale veterinario della città di Bydgoszcz. Un'infezione polmonare grave l'aveva portato ad un passo dalla morte e i medici della struttura propendevano per l'eutanasia.
Ma proprio quando la sorte sembrava scritta, uno dei veterinari si era avvicinato al micetto e l'aveva accarezzato. In cambio il micino aveva iniziato a fare le fusa, dando un segnale chiaro di una volontà di vivere che non poteva essere ignorata. Così sono partite le cure e, inaspettatamente, Radamenes ha superato il momento critico ed è diventato un bel gattone nero dagli occhi intelligenti. Restava il problema della sistemazione che, anche in Polonia, non è affare da niente.
Ma l'affettuosità del micio nero, la sua dolcezza avevano convinto i responsabili della struttura che il gatto poteva restare nell'ambulatorio.
Tantopiù che il micio aveva iniziato subito a darsi da fare a consolare, scaldare, coccolare gli altri degenti. Gatti o cani che siano Radamenes non si pone il problema e ha una particolare predilezione per i quattrozampe che hanno subito un intervento chirurgico. Comunque riserva attenzioni a tutti i malati ricoverati nell'ambulatorio.
Li lecca, li pulisce, li sprona, li coccola. Radamenes è diventato, per questo, una celebrità e la sua storia è finita sui giornali polacchi. Nella città che lo ospita è divenuto motivo di attrazione perché si è sparsa la voce che porti fortuna e che gli animali di cui si prende particolarmente cura riescono a superare crisi anche gravi. Una bella rivincita per il micio nero di strada e un altro esempio di dedizione e amore che ci offrono gli animali.
Per contatti con la nostra redazione: animali@quotidiano.net
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domenica 26 aprile 2015
Mammiferi a rischio
Mammiferi a rischio: Indonesia, Madagascar e Messico sono al top
Terribile classifica punta il dito sui paesi che corrono rischi maggiori in quanto a specie in via di estinzione. Con l'aggravante che alcune tipologie di animali sono endemiche:
non esistono altrove
non esistono altrove
Roma, 26 aprile 2015 - Quali Paesi nel mondo hanno il maggior numero di mammiferi a rischio? Sul podio, con la maglia nera, ci sono l'Indonesia, il Madagascar e il Messico, tre luoghi che sono caratterizzati da un'elevata biodiversità e che proprio per questo sembrano pagare maggiormente il prezzo di deforestazione, distruzione degli habitat e «invasioni» umane.
La «mappa» è stata disegnata dalla britannica Eco Experts sulla base di dati della Banca Mondiale (che non comprendono balene e focene) e della International Union for Conservation of Nature (IUCN).
L'infelice primato è dell'Indonesia, dove sono a rischio 184 specie di mammiferi, dall'elefante asiatico all'orango del Borneo. Questo non a caso è anche il Paese che vanta la maggiore concentrazione di mammiferi - 670 specie - davanti a Brasile (648), Cina (551) e Messico (523). Al secondo posto della classifica c'è il Madagascar, altra culla della biodiversità ma sempre più a rischio, con 114 specie di mammiferi minacciate, al terzo il Messico con 101 specie a rischio, poi l'India con 94. Un quadro tutt'altro che incoraggiante visto che in alcuni casi le specie considerate a rischio sono endemiche, cioè non vivono in nessun altro luogo al mondo.
Come alcuni dei mammiferi minacciati in Messico e ben 111 specie già nella lista nera del Madagascar. I risultati della ricerca - la mappa vuole essere uno stimolo affinché i governi agiscano per prendere misure di tutela - indicano che un quarto dei mammiferi del globo è a rischio estinzione, in totale 1201 specie, tra cui l'orso polare, la tigre, il panda gigante, il rinoceronte nero.
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sabato 25 aprile 2015
Genova, sono tornati liberi i cavalli dell'Aveto
Genova, sono tornati liberi i cavalli dell'Aveto
Il sindaco di Borzonasca si è convinto che era l'unica soluzione possibile. Michela Vittoria Brambilla ha aperto personalmente il recinto dello spiazzo dove erano stati reclusi
"Non potevo accettare di vedere calpestato il loro diritto di vivere in libertà, sono intervenuta per difenderli, rendendomi interprete delle istanze di tanti italiani che amano gli animali e vogliono vederli rispettati; questa vicenda aveva toccato il cuore di tutto il paese". "Bene ha fatto il sindaco - sottolinea l'onorevole, presidente della Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell'Ambiente - ad accettare la mia richiesta, mettendo fine ad una situazione intollerabile per gli animali e che oggettivamente costituiva reato.
Ora la Regione faccia la sua parte: riconosca che i cavalli selvaggi dell'Aveto sono patrimonio della collettività e compia tutti i passi necessari per tutelarli, garantendo la libertà degli animali e dotando il Parco provinciale dei fondi sufficienti per realizzare recinzioni e passaggi obbligati che - nella cattiva stagione, quando può porsi il problema - impediranno interferenze con le attività dell'uomo". I cavalli dell'Aveto, una quarantina in tutto, per lo più di razza bardigiana, discendono da una mandria rimasta libera dopo la morte del proprietario, vivono nella valle da circa vent'anni ed hanno raggiunto un equilibrio perfetto con il loro habitat.
"Rappresentano una risorsa preziosa - ricorda Michela Vittoria Brambilla - sia dal punto di vista scientifico che per il turismo della zona. L'Università di Genova li tiene sotto osservazione per studiare il comportamento dei cavalli rinselvatichiti e un'associazione convenzionata con gli enti locali, la Wild Horse Watching, accompagna i turisti sulle tracce di questi splendidi animali, ormai una vera e propria attrazione". Dopo aver appreso dalla stampa della cattura dei cavalli, la Brambilla ha ispezionato il recinto dov'erano stati rinchiusi, a Bevena, constatando che le condizioni della struttura erano del tutto incompatibili con il benessere degli animali: uno era addirittura disteso a terra, in evidente difficoltà.
Ha quindi preso contatto con il sindaco, ricordandogli che il maltrattamento di animali è un reato, punito dal codice penale e convincendolo ad adottare l'unica soluzione ragionevole: "liberare degli animali che non sono proprietà né del primo cittadino né dell'Asl e che non possono essere deportati, come si pensava di fare". Ottenuta l'autorizzazione, accompagnata dalla polizia municipale e da due volontarie, l'ex ministro ha voluto aprire di persona il recinto e accompagnare gli animali verso la libertà.Il problema della convivenza con gli agricoltori e gli allevatori della zona, conclude l'on. Brambilla, "innanzitutto va ricondotto alle giuste dimensioni (si tratta qualche decina di cavalli) e poi risolto non con rozza crudeltà, ma con il buon senso".
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mercoledì 8 aprile 2015
Il tramonto dei cani da pastore: oggi le pecore le controllano i droni
Dagli Usa alla Nuova Zelanda aumentano gli allevatori che si fanno tentare dalla tecnologia emergente. Nessuna verifica a cavallo e quattrozampe a casa a riposo
Roma, 8 aprile 2015 - I droni per le consegne a domicilio, per portare internet in zone sperdute, per interventi in luoghi pericolosi, per riprese cinematografiche, ma non solo: c'è già al mondo chi li utilizza per condurre greggi e mandrie al pascolo. Dagli Usa alla Nuova Zelanda, cresce il numero di allevatori che sfrutta le potenzialità dei droni per sostituire uscite a cavallo o i cani da pascolo. Intervistato dal Wall Street Journal, un giovane neozelandese, Michael Thomson, spiega che con il suo drone è in grado di condurre al pascolo circa mille pecore ed «è il metodo più veloce» che ha a disposizione per farlo.
Tutti quei compiti che prima venivano svolti con perlustrazioni a cavallo o con altri veicoli ora sono responsabilità del drone. Thomson non è il solo ad aver avviato esperimenti di questo tipo e addirittura già nel '95, quando i droni non erano certo una tecnologia emergente, alcuni scienziati britannici lanciarono il «Robot Sheepdog Project». In Irlanda, il manager di supermarket Paul Brennan utilizza un drone per pascolare le pecore della fattoria del fratello.
Nel South Carolina l'allevatore Scott Hunt ha ricevuto un drone a Natale, spiega al Wsj, e l'ha provato con la sua mandria. Altri agricoltori, ancora più evoluti, stanno testando droni con sensori particolari per raccogliere dati su alberi e piante dei propri terreni. Gli allevatori utilizzano i velivoli senza pilota anche per contare il bestiame, per individuare i capi sparsi in grandi proprietà o gli eventuali bovini malati o in calore attraverso sensori termici ad hoc.
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mercoledì 1 aprile 2015
Protesta bipartisan: "Giù le mani dai paladini della natura"
Protesta bipartisan: "Giù le mani dai paladini della natura"
Dal Pd fino a Berlusconi tutti contro il progetto del governo di accorpamento del Corpo Forestale con la Polizia. In prima fila le organizzazioni animaliste e ambientaliste
Roma, Aprile 2015 - Due piazze riempite nella stessa giornata per salvare la Forestale: prima la mattina davanti al Senato poi nel pomeriggio a Montecitorio per dire no all'accorpamento con la Polizia, che significherebbe cancellare i "paladini dell'ambiente".
Associazioni, sindacati, personale del Corpo , parlamentari, riuniti contro il ddl Madia sulla Pubblica amministrazione, in cui è contenuta la riforma sul riordino delle Forze di polizia. Tante le voci giunte in soccorso, tra cui quella di Silvio Berlusconi che bolla come «grave errore» la dispersione del «patrimonio di competenza così importante per la protezione dell'ambiente, dell'agricoltura e del territorio». Un «riordino delle Forze di Polizia» che, dice l'ex premier, «non può passare attraverso la soppressione della Forestale» e che «non deve esser sacrificato sull'altare delle riforme a tutti i costì». Una lettura diversa la offre il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina che vede «un'opportunità per valorizzare meglio l'esperienza» della Forestale, senza però spiegare nel dettaglio come tutto questo si concretizzerebbe.
Ora, spiega, «il dovere del Governo è potenziare queste esperienze, a garanzia delle risorse ambientali e agroalimentari della nazione». Sarà evidente, dice, «nelle prossime settimane».
Nell'attesa che l'esecutivo sveli questo mistero Marco Moroni, segretario generale del sindacato del Corpo forestale (Sapaf), chiede «al governo di aprire quanto prima un confronto». Non è una questione di «poltrone» ma è «per arrivare ad avere una vera polizia ambientale e agroalimentare». Il segretario generale della Fns Cisl, Pompeo Mannone, è netto: «non accettiamo l'eliminazione della Forestale».
Con i guardiani della natura si sono schierate compatte le associazioni ambientaliste - Legambiente, Wwf, Lipu, Enpa - ricordando il ruolo della Forestale nella lotta alle ecomafie nonché il rischio di sospensione dei servizi per i parchi nazionali. Confagricoltura chiede di «trovare una soluzione» pensando ad un «sistema dei controlli integrato». Per la Coldiretti è «un presidio a tutela del territorio e del made in Italy», di cui va conservata «l'unità». L'ingresso di Berlusconi offre però alla partita sfumature politiche che non tardano a diventare vere e proprie tracce di colore: Forza Italia infatti aggancia lo spot "Giù le mani dalla Forestale" con il senatore Gasparri che parla di «governo nemico della sicurezza» e con l'ex ministro dell'Ambiente Prestigiacomo, a cui fa eco Minzolini.
La contrarietà
alla soppressione della Forestale diventa un dossier bipartisan e riunisce un pò tutti i partiti: da Area popolare (nell'operazione non c'è «una razionalizzazione della spesa», con il senatore Giuseppe Marinello che lancia la sfida al governo: «non avrà vita facile») al Movimento 5 stelle che promette battaglia in Parlamento temendo si tratti di un tentativo di far spazio ai privati oppure di «tappare una falla della polizia, sotto organico e con un'età media molto alta».
Per Nichi Vendola lo «smantellamento» è «una scelta assurda» e malumore serpeggia nel Pd con Ermete Realacci («non disperdere le competenze»), Maria Teresa Bertuzzi, Leana Pignedoli («un patrimonio a cui non è possibile rinunciare») e Monica Cirinnà («opportuna una riflessione»).
Michela Vittoria Brambilla (Fi) chiede infine una vera e propria ribellione a tutti i parlamentari di «ogni colore politico» contro la "rottamazione" del Corpo che si porta dietro quasi 200 anni di storia e di attività.
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martedì 31 marzo 2015
Due anni di carcere per chi mangia coniglio
"Due anni di carcere per chi mangia coniglio
in Italia: animali da compagnia come i cani"
Lunedì 30 Marzo
ROMA - Il coniglio come animale da salotto e da compagnia e non da mangiare al 'forno con le patate': è la proposta di legge dell'ex ministro Michela Vittoria Brambilla.
Del resto, le statistiche dicono che è la terza scelta, dopo cani e gatti, degli italiani che hanno in casa un animale domestico. La proposta di legge si affianca alla petizione promossa dalla Federazione italiana diritti degli animali e l'Associazione Aaeconigli, che ha già raccolto più di 10mila firme.
LA MULTA "I conigli -sottolinea la deputata di Forza Italia- meritano le stesse tutele di tutti gli altri animali che vivono nelle nostre case o che comunque sono inseriti nel contesto familiare". Tradotto in pratica, questo significa che la loro carne non può finire prima sul bancone del macellaio e poi sulle nostre tavole e che la loro pelliccia non può essere utilizzata e commercializzata. Il regime sanzionatorio previsto dalla proposta Brambilla non è leggero: chiunque "allevi, esporti, importi, sfrutti economicamente o detenga, trasporti, ceda o riceva a qualunque titolo conigli al fine della macellazione, o commercializzi le loro carni" rischia da quattro mesi a due anni di carcere e una multa da 1.000 a 5mila euro per ciascun animale.
QUADRO NORMATIVO Le norme proposte da Brambilla si aggiungono a quelle previste dalla legge 189 contro il maltrattamento degli animali e la commercializzazione di pelli e pellicce di cani, gatti e foche, stabilendo che chiunque "produca, commercializzi, esporti o introduca nel territorio nazionale a qualunque titolo prodotti derivati dalla pelle o dalla pelliccia di coniglio" sia punito con l'arresto da tre mesi a un anno o con l'ammenda da 5mila a 100mila euro. Il controllo demografico sulla popolazione dei conigli viene affidato ad una anagrafe tenuta dalle aziende sanitarie locali in cui far confluire la 'sigla di riconoscimento' di ogni coniglio domestico attraverso un microchip. Anche in questo caso, la violazione delle norme è sanzionata, anche se in misura ben più lieve: 75 euro per chi non iscrive il proprio coniglio all'anagrafe e 50 per chi lo iscrive ma senza dotarlo del microchip di riconoscimento. E se il coniglio non finirà più in padella, gli si dovrà comunque garantire un habitat adeguato: una gabbia grande almeno un metro per 70 o un metro e venti per 50, ben organizzata, con un nascondiglio (una casetta di legno non impregnato di sostanze tossiche), il cibo, il beverino, la cassettina igienica, dei tubi in cui entrare. Insomma, una casa e non una prigione. Per almeno tre o quattro ore al giorno, poi, il coniglio deve poter andare in giro, camminare, esplorare, avere compagnia. Se ha una stanza tutta per sé è senza dubbio una buona cosa, ma non può rimanervi rinchiuso, dicono gli esperti, perché ha bisogno di comunicare con gli altri esseri viventi.
(LEGGO.IT)
lunedì 30 marzo 2015
Gare clandestine di cavalli a Catania
Gare clandestine di cavalli a Catania: quattro denunce
Davanti alla base di Sigonella almeno 1.500 persone in attesa della competizione con calessi. Due animali sequestrati
Catania, 30 marzo 2015 - Ancora una corsa clandestina di cavalli interrotta dalla polizia a Catania. La scorsa notte sono stati gli agenti del commissariato San Cristoforo a bloccare fantini e spettatori lungo la strada provinciale 104, nei pressi della base militare di Sigonella.
Alle 6 oltre 1.500 persone si erano ammassate per assistere alla gara tra calessi lanciati in corsa. Al termine dell'operazione, sono state denunciate quattro persone in concorso tra loro per maltrattamento di animali.
Sequestrati i due cavalli, affidati in giudiziale custodia in stalle attrezzate, i calessi e le bardature.
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domenica 29 marzo 2015
Dopo Daniza un altro orso trovato morto in Trentino
Dopo Daniza un altro orso trovato morto in Trentino
Il corpo dell'animale è stato sequestrato per sottoporlo alle analisi. Non appaiono ferite evidenti. Segnalazione in Procura
Trento, 28 marzo 2015 - Un esemplare adulto di orso bruno è stato trovato morto questa mattina in valle di Non dal personale del Corpo forestale della Provincia autonoma di Trento. Si tratta di M6, uno degli orsi maschi muniti di radiocollare seguito nell'ambito dell'attività di monitoraggio della popolazione di plantigradi presente in Trentino. Non appaiono ferite evidenti sull'animale, informa la Provincia che ha immediatamente attivato le verifiche di prassi per accertare le cause del decesso e ha inoltrato una segnalazione alla Procura di Trento.
L'assenza di regolare segnale del radiocollare durante la notte ha fatto scattare la verifica da parte dei forestali. Localizzato il punto di partenza degli ultimi impulsi, gli agenti sono giunti sul posto e hanno trovato l'orso senza vita. Inevitabili le polemiche dopo che, l'estate scorsa, l'orsa Daniza fu uccisa da una dose sbagliata di anestetico nel tentativo di catturarla. I suoi cuccioli sono rimasti soli e di loro, da mesi, non si sono avute notizie.
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