martedì 10 marzo 2015

Birmingham, setter irlandese avvelenato

Birmingham, setter irlandese avvelenato durante una famosa mostra canina

All'ultima edizione del concorso "Crufts", Jagger era arrivato secondo

Giallo da spy-story a Birmingham sullo sfondo del "Crufts", una delle più famose mostre canine mondiali. Un setter irlandese, Thendara Satisfaction meglio conosciuto come Jagger, è morto avvelenato all'indomani della gara dove era salito sul podio, arrivando secondo nella sua categoria.
    I proprietari hanno sostenuto che Jagger era stato avvelenato durante la sua permanenza alla manifestazione. A riprova di ciò hanno postato su Facebook l'esito dell'autopsia da cui è risultato che il cane aveva mangiato cubetti di carne bovina contenente 2-3 diversi tipi di veleno. E hanno attivato la polizia, chiedendo indagini approfondite anche attraverso le tante telecamere piazziate per seguire e monitorare lo show.
     
     

    lunedì 9 marzo 2015

    L'incredibile Hulk

    L'incredibile Hulk, il pit bull più grande del mondo:
    pesa 80 chili


     
    NEW YORK - Hulk è un pit bull terrier da guinness.
     
     Il cucciolone anche se ha solo 18 mesi infatti pesa 80 chilogrammi.
     
    Vive nel New Hampshire, in Usa, con Marlon e Lisa che hanno un canile specializzato nell'addestramento di pit bull per la guardia e la protezione dei proprietari.

    venerdì 6 marzo 2015

    Gatti a Roma

    "La Regione intervenga per gli aristogatti di Santa Severa"

    giovedì 5 marzo 2015

    Cani segregati

    Cani segregati e in pessime condizioni: blitz della Forestale a Osimo

    Cane meticcio in una foto L.Gallitto                   
     

    lunedì 2 marzo 2015

    Pesaro Urbino: "Il Centro recupero animali selvatici è un bene da tutelare"

    Pesaro Urbino: "Il Centro recupero animali selvatici è un bene da tutelare"

    venerdì 27 febbraio 2015

    Otto avvelenamenti di cani e gatti

    Otto avvelenamenti di cani e gatti

     
     
    Empoli, 26 febbraio 2015 - Animali, soprattutto cani e gatti, avvelenati con esche-trappola. L’Empolese, pur non raggiungendo i picchi di altri territori dell’ex provincia, non è ahimè immune dal “fenomeno”. Stando ai dati della polizia della Città Metropolitana, nell’ultimo anno si sono registrati otto casi.
     
    Tre certi, altri cinque in fase d’accertamento. Partiamo dai certi: uno a Empoli città, presso l’Arno. Il secondo sulle alture di Montaione. Il terzo nel piano dell’Elsa vicino a Castelfiorentino. Due casi sui quali la polizia sta svolgendo ulteriori accertamenti sono sempre vicino Castelfiorentino, e sempre a ridosso dell’Elsa. Tre infine le circostanze ancora sotto inchiesta nel territorio di Certaldo: due nella zona collinare (Canonica, e sui colli che salgono verso Barberino), uno nel piano dell’Elsa al confine con Barberino e San Gimignano.
     
    Queste ultime due zone sono “recidive”, nel senso che da anni e anni si registrano avvelenamenti di cani e gatti, tanto che un decennio fa nacque, nella località di San Lorenzo a Vigliano, paesino tra Barberino e Certaldo, un apposito comitato che si era preposto l’obiettivo di “combattere” il fenomeno e passare più informazioni possibile alla polizia.
     
    "In virtù del lavoro della polizia metropolitana, coordinata dal comandante Roberto Galeotti, disponiamo di un quadro capillare della situazione e anche di una cartografia del fenomeno - commenta Angelo Bassi, consigliere delegato alla Polizia metropolitana – bisogna ringraziare tutti gli agenti per questo lavoro prezioso che ha consentito controllo e individuazione di responsabilità, che sono sempre personali e mai riferibili a categorie generali". Dalla polizia della Città Metropolitana non si fanno filtrare le cause ipotetiche del ‘fenomeno’ – si mette avanti l’evidenza dei dati oggettivi – ma si fa invece trapelare che le esche potrebbero costituire un pericolo non solo per gli animali, ovviamente, bensì anche per l’igiene pubblica e in definitiva per le persone. I reperti sono portati all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale (Izs) di Toscana e Lazio.
     
    I responsi tossicologici positivi finora riscontrati riguardano queste categorie di sostanze: anticoagulanti, metaldeide, fosfuro di zinco, organoclorurati, carbammati. Talora sono veleni per insetti, topi. Mescolati a qualcosa da mangiare che invece attira i poveri animali che non riescono ad evitare la trappola mortale. La polizia metropolitana, un ufficiale e due agenti, si è avvalsa anche della collaborazione delle guardie ambientali volontarie e delle guardie zoofile dell’Enpa. 

    http://www.quotidiano.net/

    mercoledì 25 febbraio 2015

    Decine di cani e gatti nel degrado

    Decine di cani e gatti nel degrado

    Forestale sequestra struttura del modenese


    ANSA: Un canile di Finale Emilia (Modena) è stato sequestrato dal Nucleo investigativo per i reati a danno degli animali del Corpo Forestale dello Stato. Si tratta di un sequestro preventivo eseguito su ordine della Procura di Modena dopo una denuncia presentata dalla Lav a settembre "per gravi ipotesi delittuose, tra cui il reato di maltrattamento di animali". La struttura, gestita da un associazione e convenzionata con il Comune, deteneva in maniera inidonea decine di cani e gatti: spazi bui e angusti, condizioni igienico-sanitarie precarie, presupposti per una facile trasmissibilità di malattie infettive soprattutto per quel che riguarda i felini. Ed infatti, molti degli esemplari, soprattutto gatti, presentano evidenti segni di patologie trascurate. Si calcolano, tra i malcapitati ospiti a quattro zampe, oltre 70 cani, più di 80 gatti e un asino.

    E' stato singolare per i Forestali constatare come gran parte degli animali non fossero tenuti in box adeguati ma occupassero, in condizioni di totale promiscuità, bagni e altri locali interni della struttura adibiti alle maestranze. Per la titolare del rifugio è scattata la denuncia per presunti reati di maltrattamento e detenzione degli animali in maniera incompatibile con la loro natura, ma sono in corso indagini per valutare eventuali altre responsabilità.

    "Esprimiamo la nostra soddisfazione per l'operato della magistratura e per l'attività condotta questa mattina dal Cfs - commenta la Lav - che ringraziamo per l'importantissima azione di contrasto dei crimini a danno degli animali, che siamo certi si rivelerà decisiva anche in questo caso". Secondo le testimonianze raccolte dagli animalisti, e contenute nella denuncia, molti animali erano gravemente ammalati e non curati. In caso di morte, la carcasse restavano all'interno della struttura, dove gli animali vivevano nella sporcizia e tra gli escrementi.